4 marzo 2026.
Avere
più opzioni equivale a non averne alcuna. Questo l'ho imparato sulla mia pelle.
Quindi nessun piano B. Stanotte ore
tre cominciamo. Da dove? Dall'inizio. Paura? Hai dimenticato che un romanzo è composto
da un assommarsi di un numero indefinito di parole o come si mettono su carta
consequenziali i pensieri? No, ma non rammento come si circoscrive il perimetro
di gioco, senza il quale lo scrittore rimane un'astrazione. Non è sempre così ogni
volta? Si va per tentativi e quando nella rilettura si coglie una sinfonia un suono
che echeggia alle nostre orecchie asincrono è quasi cosa fatta. Per questo a
volte sono sufficienti alcuni minuti, altre un numero indefinibile di ore, di snervanti,
tediose, notti insonni. Di attese. Sempre meglio che lavorare in un forno, sia
chiaro. Perché se anche il processo di impastamento è quanto di più simile al
preparare il pane, lo si svolge da una scrivania o seduti su un confortevole canapè
con tabacco e caffeina in abbondanza e magari un gatto che ci sonnecchia a
fianco. Tuttavia, non crogiolatevi nelle comodità perché per ogni notte in cui
fallirete dovrete rinunciare a qualcosa. Quindi prima notte nessun costrutto via
sigarette, poi via caffè, poi, la colazione quando è ora e la casa prende vita e
in casi estremi il pranzo e la cena. Alla
lunga se in voi c'è sottopelle una strisciante disperazione, scintilla della creazione
per la quale c'è ragione di sottostare a questo dispotico imperio, credetemi
verrà fuori. Imparate dai vostri insuccessi, ripercorreteli essi sono quanto di
più prezioso avete, per cui metteteli a frutto. Provate a ragionare
inversamente. Guardate una finestra essa può raccontarvi molte cose di voi e
del mondo che vi circonda. Ora capovolgetela. E se temete la reazione dei vostri
cari, quando al mattino troveranno gli infissi smontati, siate voi a mettervi
nella disagevole condizione di osservarla rovesciati. Io per lo meno agisco in
questo modo. E funziona? In verità non sempre, ma non importa come ho detto in
principio si va per tentativi. Fissate un obiettivo. Elliot indicava in otto
righe di ottima fattura, un eccellente bottino. E credetemi è ragionevole credere
lo sia. Dovrete trascorrere mesi e mesi con
il lato peggiore di voi. Odiando ciò che più amate, sacrificando tutto della vostra
pace familiare. Perché la pagina bianca esige sangue, sbraita, batte i piedi e
stizzita strilla. Affanculo l'autostima, umiliatevi, supplicate, piangete, imprecate
perché comprendere la misura della propria incapacità talvolta può risultare la
carta vincente. Naturalmente
prima di imbarcarvi in una avventura siffatta affinate la tecnica
e studiate quelli che prima di voi hanno percorso con successo (in senso qualitativo,
non certo economico) i vostri medesimi sentieri. Fatto? Bene, ora dimenticate
tutto (i contenuti non la tecnica, questa deve essere un impegno quotidiano che
accompagna tutta la vita). Perché non c'è niente di più disonorevole del plagio?
No, dello scrivere in maniera indecente ciò che qualcuno in precedenza ha reso con
farina e acqua, sale e lievito madre un'opera immortale. Consigli
di lettura: Lettere a un giovane poeta…A una signora, su Dio, di Rainer Maria
Rilke.