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25/02/2026

Iniziare un nuovo romanzo,  per come  intendo io lo scrivere,  equivale a buttarsi da un precipizio nel vuoto o meglio in una voragine buia di cui non si scorge il fondo, né tantomeno se esista qua e là un qualche appiglio grazie al quale torcendosi, allungandosi, smanacciando a destra a manca, si possa rallentare la caduta e rendere l'atterraggio per quanto rovinoso non letale. 

Neppure immaginate se non siete del mestiere il terrore che instilla quel precipitare e quanto lo stesso pur ammazzando, intristendo, sia elemento ludico necessario per tenerci in vita. Perché vedete, lo scrittore, quello vero, è un provetto suicida che per principio ha in repulsa l'atto suicidario. Infatti, chi più di lui ha a cuore coloro ai quale toccherà dopo ripulire e lustrare quanto egli con la sua morte ha sporcato, essendo colui che per primo ha dato dignità ai miserabili, giustificato le debolezze umane, raccontate le vicende di levatrici e affossatori? Credete, forse, una creatura del genere per quanto ami e odi intensamente il genere umano, possa avversare più di quanto sia utile ai suoi scopi esso e se medesimo? 

Illusi. E' tutto un tacabanda. Non ha caso J.P. Sarte ha rifiutato il Nobel per la letteratura perché, secondo lui e io concordo, l'opera di uno scrittore la si può valutare vent'anni dopo la sua dipartita. S, Marai, stufo di stampare a proprie spese le sue pubblicazioni  l'ha fatta finita a novant'anni. E dopo, si sono accapigliati gli editorì per aggiudicarsi i diritti delle sue opere. V. Wolfe si è buttata nel fiume è ad onor del vero, le è riuscito abbastanza bene perché ne è riaffiorata la sola carcassa, ma quanti hanno dovuto negli anni fallire affinché ella riuscisse? Migliaia e di quelli non se ne è mai saputo niente. Quindi, mettetevi comodi e aspettiamo pazienti il ritorno del Cristo Redentore. Intanto io lavorerò alla frase d'esordio del nuovo libro rammentando, come diceva E. A. Poe, che il coscienzioso scrivente ha l'obbligo morale di imprimere su carta almeno otto righe buone al giorno e poco importa se qualcuno mai le leggerà.

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