Anticipazioni

Inediti in cerca di editore.
Romanzi: Due Gerani, Alessitimia, 60 gelidi inverni, Dio ci Salvini. Saggio: Comunismo e Veganesimo.
Sinossi di Due Gerani
Forse, si può raccontare Due gerani come il dramma psicologico di una di una giovane donna (ex modella di fama interazionale) fresca di vedovanza che si trova a fare i conti con l'eredità psicologica, affettiva, morale e culturale, lasciti del marito (compositore di musica classica e ed esecutore di fama mondiale, deceduto prematuramente) che le impediscono di elaborare correttamente il lutto. La donna proietta su due gerani, ai quali conferisce un'identità, il suo bisogno di affetto, di conforto, di discernimento di un amore che ora le si presenta in tutti gli aspetti positivi e le criticità. Ed è il suo - immersa in un mondo che non riconosce - un ripercorrere a ritroso episodi della sua vita che le diano comprensione del sentimento: L'amore è ciò che intristisce e fa ridere a crepapelle, è un uomo distinto in abito da sera che piscia in un boccale di birra artigianale da quattro soldi in una festa di paese, è una discrepanza, un'utopia, un uragano, un sogno, una carogna di cane in decomposizione abbandonata a un crocevia, un calarsi nelle profondità degli inferi nella speranza vana di accedere a un paradiso per reietti che ha sede nel nostro cuore e in quello soltanto. È un correre veloce verso la fine da quello che avevamo individuato come l'inizio. Era loro due insieme e distanti: a ragione di questo Chiara non aveva pensiero che per lui.
Forse, si può vedere Due gerani come un testo sulla mostruosità dell'essere umano che nella circostanza prende forma nel micromondo di un condominio che, sordo alle richieste di aiuto di una donna, irride, esclude, sanziona, delude: Tutti tradiamo in proporzione a quanto emotivamente siamo traditi. Punto.
Forse, Due gerani è un thriller su cui aleggia dall'inizio alla fine l'incubo dell'omicidio di genere, la violenza, l'abuso: Se considerava il matrimonio un punto di arrivo, certamente. Avrebbe, ovviamente, dovuto abituarsi a qualche sberla necessaria per apprendere come comportarsi correttamente in pubblico e in privato, ma se era astuta, e lei tale si presentava, in breve dimentica di ogni pudore si sarebbe inchinata ad ogni smania pur di evitare complicazioni. In fondo si trattava solo di farli godere i mariti, chiudere un occhio sulle loro marachelle, ubbidire, non alimentare gelosie e fingere di trovare eccitanti tutte le loro bramosie, anche quelle banali. Così si sopravviveva tra le mura domestiche, altrimenti ad attendere le più c'era un'orazione funebre e l'obitorio. Non in quest'ordine. Le donne vittime di uno sposalizio avventato ci sono sempre state e se una volta pareva un fenomeno marginale era perché avevano ricevuto un'educazione che non consentiva loro di sindacare la superiorità del maschio. Erano felici? Chi mai ieri come oggi a stare in due può riconoscersi in assoluto tale?
Forse, Due gerani è un libro sull'ineluttabilità del destino: D'altronde in noi non c'è niente di arbitrario, proseguiamo sul cammino tracciato da chi ci ha preceduti come suini che momentaneamente scampati al macello, salutati gli sfortunati compagni, sollevati si fanno accosti al trogolo dimentichi che la produzione di insaccati non conosce sosta.
Forse è tutto e il contrario di tutto, un testo sull'alienazione, l'incomunicabilità, la sanità mentale temi ricorrenti nelle opere di Salieri, ma soprattutto un libro scabroso, pieno di cose angoscianti e assenti, scritto di fino: Chiara parlò confusamente di una moltitudine di dervisci che fatta ressa intorno a lei l'avevano trascinata per i capelli dal pavimento del bagno, al corridoio, alla dark-room gridandole bassezze; delle sberle prese nel tentativo vano di sottrarsi a pratiche sessuali aberranti; del suo rinculare atterrita frenato da un paio di fendenti che l'avevano raggiunta al volto; dei tagli apportati al suo corpo; delle intimidazioni, delle estasi impostale dai presenti con la testa reclusa in un sacchetto di plastica trasparente che la soffocava; e infine del sollievo provato quando, purificata con getti di acqua benedetta, era stata offerta davanti ai discepoli al maestoso capro.
E infine è, forse un libro di gerani: D'altronde la presenza dei due gerani impreziosiva una solitudine che altrimenti l'avrebbe travolta. Quella stessa solitudine che aveva sempre immaginata di un sapore antico come il focolare domestico, morbida, affettuosa, comprensiva come l'abbraccio di una madre, accogliente come un fuoco caldo crepitante, che nel vespero delinea i contorni all'aurora tra le brume di un sentire d'autunno e che con lei, oggi, si mostrava dura come l'incudine, fredda come un maglio che batte senza sosta, rancorosa, insensibile come chi sordo ad ogni supplica nega l'eucarestia e con essa una speranza al moribondo. Perché fare questo proprio a lei? Perché si è sempre eletti a qualcosa ed ella del pari a molti reietti, scelta lo era stata inversamente. Per sottrazione.
Come in stile Salieri è sempre da intendere l'esistenza: Forse.
