Anticipazioni

Inediti in cerca di editore.

Romanzi: Alessitimia, 60 gelidi inverni, Dio ci Salvini. 

Saggio: Comunismo e Veganesimo in collaborazione con Antonio Ferrero.

Sinossi di Alessitimia

Alessitimia è un romanzo, definito all'autore  di formazione, che narra in prima persona le vicende di due ragazzi nati negli anni sessanta, della loro travagliata infanzia e adolescenza a cavallo degli anni settanta che porta a un tragico epilogo, ma in particolare è un libro sulla diversità e sull'analfabetismo affettivo che caratterizza la nostra epoca. Ambientato nella piccola borghesia di provincia, il protagonista, istruito ad una scuola elementare privata gestita dal clero, quando approda alla scuola pubblica, medie e poi superiori, porta il suo desiderio, a lungo represso, di contravvenire alle regole agli estremi. Lui e Katia, una amichetta delle medie che si autoproclama la sua ragazza, si gettano in una vita dissoluta, dove il progetto politico della loro generazione, quella dei giovani degli anni '70, diviene elemento secondario all'esperienza delle droghe, del sesso e dell'omicidio, quest'ultimo pianificato ma mai concretizzato, ai danni di un ebete di paese: Ugo. In tutto questo una promessa di amore adolescenziale per una ragazza più adulta che rimane irrealizzata e un femminicidio che troverà i due ragazzi a muoversi incautamente su un terreno pericoloso e sconosciuto: Usare o essere usati, di questo erano fatte le nostre vite. Non si trattava di una scelta volontaria ma di una condizione inerente alla sopravvivenza della specie. L'uva era stata posta troppo in alto per la nostra struttura brevilinea. Ragione per cui le volpi razziavano le galline. Gli uomini si cibavano l'uno delle miserie dell'altro. Un meccanismo rodato e sempre oliato che così funziona da millenni.

Una rigida educazione cattolica: A testimonianza dell'effetto deleterio sortito da una educazione così concepita posso portare a testimonianza una fotografia che mi capitò tra le mani poco più che ventenne e che ci ritraeva in sei, in terza elementare. Tra quelli ero già allora l'unico sopravvissuto: uno risultava morto di overdose, un altro in un incidente di auto in cui si trovava alla guida in stato di ebrezza, un ulteriore in uno scontro a fuoco con la polizia nel corso di un'operazione delle BR, uno ancora accoltellato durante una contesa con i fascisti e l'ultimo gettatosi, per amore, da una torre durante una gita scolastica era andato a rinfoltire le fila dei suicidi.

Il 1976: "…Musica Ribelle di Finardi, Parco Lambro, i tamburi battenti, gli striscioni, le rivendicazioni, l'entusiasmo delle masse studentesche che avanzando compatte, costringevano sulla difensiva, quando non alla fuga, i cani da guardia del potere; l'occupazione, l'autogestione, i collettivi studenteschi, le comuni, le spranghe e gli sfollagente spesso insanguinati, i colori smorti ma vivi, come il verde antico, stinto, dell'eschimo; le droghe, l'alcol, il sesso promiscuo; le bandiere sventolanti con la falce e martello in giallo su stoffe di un fondale cremisi, le ragazze... Gesù Cristo di un Marx, quanto le nostre ragazze di allora erano belle! Colorate come solo alla gioventù rivoluzionaria è concesso, vispe, chiassose, sfrontate, ridenti!

Gli anni della disillusione: Alla fine il 1976, come gli altri anni, dopo 365 giorni passò, e vennero il '77, il '78, il '79, l'80, l'81 e di quella stagione eccezionale rimase poco o nulla. I ragazzi, le ragazze che la determinarono, divenuti poco a poco uomini e donne adulti, per una qualche inspiegabile ragione, come ai loro genitori era accaduto in precedenza, raggiunta l'età matura svilupparono prominenti pance, grumi spugnosi di cellulite sulle cosce, culi flosci, seni cadenti, rughe; alcuni persero i capelli, i denti; altri si operarono di cataratte, accusarono infarti, ictus, tumori e così, distratti da queste e mille altre quisquiglie, si dimenticarono degli ideali. Niente fu preservato a memoria per le generazioni a venire. I fascisti, scomparsi i comunisti, rinfrancati ripresero campo. E se molti ancora si cullano nell'impressione che allora ci sia stato scippato un sogno, non prestate loro orecchie: sono vittime di percezione errata, di un maleficio, un incantesimo in cui ancora si trovano imprigionati. Nel 1976 non fu sottratto niente: quello che lasciò in eredità di giusto e sbagliato, pensando (per distorta valutazione) che ai giovani sarebbero succeduti altri giovani (ma purtroppo così non è stato), invece di conservarlo come una reliquia, lo gettammo noi che all'epoca c'eravamo, pensando non fosse niente d'importante, ai porci.

Sinossi di Sessanta gelidi inverni

Cosa sareste disposti a sacrificare per riavere indietro i vostri vent'anni?

Questo si chiese Spartaco quando giunto alla soglia delle ottanta primavere sfogliando una rivista nella sala di aspetto del medico curante, si imbatté in un articolo che riportava della scoperta di un prodigioso farmaco che in cinque anni riportava le lancette del tempo indietro di sessanta. Di seguito si parlava una sperimentazione compiuta con successo su un centinaio di equini da macello nei quali regredita la malattia (perché tale l'età avanzata andava considerata) erano tornati puledri. Così dopo aver ottenuto sui suini e i ratti risultati ancor più confortanti l'OMS aveva autorizzato uno studio da condurre su 5.000 esemplari della specie umana disposti a testare il farmaco prima di concedere l'autorizzazione a metterlo in commercio.

Chi tra coloro sani di mente, fosse stato reso possibile, non avrebbe desiderato rivivere gli anni migliori della propria vita non una ma cento volte? Inoltre, inconsapevole sprone Rachele, la moglie, una donna più giovane di lui di oltre due decenni ancora desiderabile che sapeva da più parti insidiata: che la donna alla sua compagnia preferisse altro non ne dubitava. L'avesse pedinata o delegato ad un professionista l'incarico, cosa che si sarebbe persuaso a fare prima o poi, si suggeriva spesso, avrebbe avuto prova che la spudorata non solo mentiva sugli spostamenti probabilmente per ricevere le attenzioni di un paio di ganimedi ma che offriva visite guidate gratuite al santuario di Afrodite a carovane di pellegrini.

Così, espresso in famiglia il desiderio di trascorrere alcuni giorni alle terme, in gran segreto si recò alla clinica indicata per sottoporsi al trattamento. Tornato a casa, però, specchiandosi fu colto dallo sconforto: infatti, gli veniva ancora restituita l'immagine più anticae recente di sé: quella di un uomo calvo dalle guance porose adagiate su guanciali stropicciati di pelli cadenti, occhi appesantiti cerchiati di scuro; orecchie che dimentiche di ogni sottigliezza presentavano cartilagini deformi come già aveva riscontrate in alcuni dipinti di Pietro della Vecchia e un naso conosciuto in origine fine e compassato che oggi nella forma lo riportava con la mente all'Arcimboldo. E tuttavia in mezzo mille silenziosi patimenti fisici e psicologici in lui qualcosa avveniva e nel proseguo dei mesi i risultati si fecero sempre più evidenti. Alla fine del primo anno nell'aspetto pareva un sessantottenne alla fine del secondo un cinquantaseienne, nel terzo un uomo sui quaranta, nel quarto si avviava verso i trenta…

Questa sua progressiva trasformazione non trovava giustificazioni agli occhi della moglie che per accordi presi con l'azienda farmaceutica era tenuta all'oscuro di tutta la faccenda. Ma se in principio ella si mostrò compiaciuta dei progressi del marito, in seguito lo stesso divenne per lei motivo di costante imbarazzo. Cosa avrebbe pensato la gente vedendola in compagnia di un uomo che in apparenza poteva essere suo figlio? Spartaco alla fine non potendo più custodire il suo segreto svelò l'arcano alla moglie certo che avrebbe trovato in lei comprensione. Ma così non fu e finì per perdere tanto lei quanto la figlia.

Tra i fastidi che la gioventù gli riproponeva ora tra i più indigesti vi erano quelli di trovarsi da solo ad affrontare le cose di ogni giorno: dove erano gli amici e i nemici di un tempo? Gli amori non ricambiati che lo avevano fatto soffrire e quelli in cui aveva trovato conforto? Defunti e le esigenze dei sopravvissuti e dei nuovi modelli sulla piazza non combaciavano per niente con le sue. E le emozioni derivanti dalle prime volte? Andate. Tutto era per lui un ripasso di esperienze che conosceva a menadito.

Comprese allora la giovinezza un luogo e un tempo, illusorio, irripetibile fatto di mille variabili non replicabili e l'esercizio di ripercorrerla come l'aveva conosciuta, vano: cosa si aspettava dalla replica fedele di uno spettacolo a lui già noto se non la meraviglia di quel sentire doloroso che solo un intimo, prolungato faccia a faccia con sé stessi può arrecare e lo sgomento dato dalla prospettiva di avere davanti ancora sessanta aberranti gelidi inverni da trascorrere affacciato al davanzale di una camera con vista su un crinale privo di qualsiasi forma di vegetazione, non dissimile da un cupo, sterminato camposanto?

Sinossi di Dio ci Salvini volume conclusivo della trilogia che comprende L'Omicidio Berlusconi e Il suicidio Renzi.

Mesi movimentati attendono Matteo Luisi nei panni di Matteo Renzi. In vista delle elezioni autunnali di fine legislatura la moglie Agnese stufa di una campagna elettorale che terrebbe il marito impegnato tutta l'estate andando a pregiudicare le loro vacanze impone al marito di rivedere l'agenda politica e trovare il modo di rinviare la chiamata alle urne: "la campagna elettorale la si intraprende poi e le elezioni così si fanno con 'omodo, quando ci si sente pronti, tanto un mese prima o dopo un more nessuno".

"E l'elezione del presidente?".

"Mattarella po' campa benissimo un altro mandato!".

"…. e la richiesta di nuovi fondi per fronteggiare la crisi energetica…?".

"Sperperati i soldi del PNRR. nessuno vi darà più un euro neanche a strozzo banda di cialtroni. Chi godeva della fiducia dell'Europa? Draghi! Lo sanno tutti che voialtri ci avete la bocca larga e le mani lunghe. Trova un rimedio alle nostre ferie o questa volta scordati non solo di avere una donna che ti aspetta a 'asa, ti rammenda i calzini, ti stira le camicie e ti lava le mutande, ma quel che è peggio il mio voto, quello dei miei genitori, dei parenti prossimi, di quelli alla lunga e alla lontana, e visto il bacino contrito di simpatizzanti che hai, credimi, un'è poca 'osa!".

Trovandosi alle strette Matteo Renzi chiama Matteo Salvini il quale messo all'angolo dalla compagna Francesca Verdini versa nelle sue stesse condizioni. Ed è un continuo interloquire telefonico confidenziale, un piagnisteo quello che si consuma tra i due spesso nell'afa e sotto il sole cocente: "Oggi Francesca vuole che mi allunghi, domani che mi accorci, un giorno mi vorrebbe tollerante con i fannulloni, un altro intransigente, un giorno mi preferisce con la barba lunga, un altro corta… e negli affari di Stato? Su questo vota così, su quello colà, proponi questo e quest'altro… e basta non se ne può più. A quelli che vogliono la parità di genere dico in Ruanda le donne in Parlamento sono in maggioranza e le cose forse vanno meglio? No, continuano a partorire negri e in paese vige il brigantaggio, la violenza. E da noi? Dio vi risparmi un'ora con la Santanché, la Serracchiani, la Zanicchi, la Boldrini, la Bonino, la Vezzali, la Azzolina, la Piccolotti, la Ravetto…hanno sempre ragione loro. Per non parlare di quelle a casa che lontane dai riflettori operano e sbraitano nell'ombra. Ci ricattano con i sentimenti, con il sesso, con i figli, le vacanze… sono loro che tirano i fili, influendo sulle nostre scelte… ma queste cose nessuno le sa".

L'estate è per i nostri politici occasione di dimettere a punto sgangherati propositi da proporre al paese alla ripresa dell'attività parlamentare. Così le tragicomiche avventure che attendono i nostri forniscono spunti e riflessioni di cui il paese farebbe volentieri a meno. Rassegnatevi: quelli che ci governano sono o non sono i nostri migliori cervelli?

"…perché dubitare della classe politica? Siamo il riflesso di voi stessi, creati e voluti da voi medesimi a vostra immagine e somiglianza Ci vedete pingui? Guardatevi, non lo siete anche voi? Ci vedete brutti, immorali, buffoni, puttanieri, ladri, razzisti, evasori, corrotti? Non è forse in questo che più vi riconoscete ed educate i figli? Dunque come potete anche solo pensare che possiamo essere diversi da ciò in cui vi identificate?".

Un testo divisivo, politicamente scorretto che vuole far sorridere e riflettere: "La questione morale è materia da rigattieri dell'anima, per asini colti che ragliano perché nitrire non è alla loro portata. La scelta per il cittadino comune oggi non è tra destra, sinistra o centro, ma tra praticità e convenienza, o meglio, tra l'incompetenza degli onesti e le ruberie di coloro che si professano capaci".

Tra amori nati sui banchi parlamentari e passioni antiche mai sopite, tra patetiche marce su Roma e scontri da Rsa tra fascisti e comunisti molti si presenteranno, così, al giudizio degli elettori escogitando il modo di portare a proprio vantaggio l'astensionismo. Così, in diretta televisiva, andrà in scena il solito spettacolo condotto da astuti fessacchiotti che si esibiscono davanti a un pubblico di clown. Questo finché spento il televisore l'elettore realizzerà che l'unica arma in suo possesso sta in quella scheda che permette all'uomo qualunque di esprimersi in un senso e nell'altro. Altrimenti come sapremo se tra i tanti "sono tutti uguali" a questo mondo esiste ancora qualcuno diverso?

Sinossi del saggio Comunismo e Veganesimo di Antonio Ferrero e Andrea Salieri

"Comunismo" è un termine fuori moda, apparentemente destinato alla discarica della storia dalla fine degli anni Ottanta del Novecento. Veganismo è un termine della metà del secolo scorso che oggi identifica, nel senso comune, animalisti radicali. Sembrano il passato fallimentare di milioni di uomini e un futuro utopico di una minoranza radical chic. E se invece il loro punto di incontro fosse la via maestra e imprescindibile per la sopravvivenza del pianeta? 

Andrea Salieri e Antonio Ferrero provano a tracciare un percorso storico e filosofico dei due concetti per convergere su un punto: tanto Marx aveva capito che lo sfruttamento del lavoratore avrebbe condotto a una divaricazione delle ricchezze quanto gli antispecisti hanno colto il rischio che l'eccesso di sfruttamento degli animali porterà al collasso dell'intero pianeta. Il concetto da cui ripartire per cercare di far capire che la difesa dell'ecosistema non è solo una filosofia di vita o una discutibile scelta personale è la rilettura dei concetti di gerarchia delle specie, antropocentrismo ed ecocentrismo, diritti dell'uomo e dei senzienti. La conclusione è che, senza preclusioni o barricate ideologiche, un maggior rispetto della natura e un più radicato senso di appartenenza all'ecosistema, partendo da presupposti di minore sfruttamento e maggiore equità nella distribuzione delle risorse, farà bene al pianeta. Quindi a ognuno di noi.