Se non posso realizzare i miei progetti

08.04.2026

Se non posso realizzare i miei progetti come in origine hanno preso forma nella mia mente preferisco niente. Questo non per presunzione come molti potrebbero intendere ma perché nella vita ho imparato ogni compromesso figlio di mediazioni che generano infelici persone in misura maggiore di quante ne consoli. L'altro giorno un amico poeta mi ha detto riconoscere quale tratto caratteristico della letteratura quello di presentarsi alle masse noiosa e quanto per definizione è necessario essa tale, a tratti, lo sia: "Conosci qualcosa di profondo che non procuri mal di capo tanto da risultare ostico tanto a chi lo ha partorito quanto al lettore?", ha detto. "Ecco, considera quello tra tutti i tuoi figli il più amabile perché ai più suonando incomprensibile da a pensare che al mondo non si trovi niente che abbia un verso compiuto. Come per coloro i quali, volti gli sguardi fissi in una direzione, si guardano sovente le spalle certi che solo dal lato cieco giunga una minaccia, ignorano il treno che a folle velocità correndo a fronte è mosso dal solo obiettivo di travolgere quanto di vivo in loro ancora incontra". Non afferrai, subito il messaggio, ma quello stesso giorno i suoi resti furono trovati sparsi sui binari nel raggio di duecento metri. Purtroppo, la natura violenta dello scontro rendeva impossibile operare per ricomporlo in un intero, fu assicurato da più parti, per cui fu concordato di riporlo nella cassa a pezzi disgiunti. Ohibò, che triste vicenda! D'altronde, oggidì, non è il prestare troppa attenzione alle ovvietà quotidiane causa di prematura morte tra gli intellettuali nostrani?  Consigli di lettura: Jacques il fatalista di D. Diderot

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