Sui mondiali di calcio 2026

15.06.2026

Mondiali di calcio 2026. La mancata partecipazione della nostra nazionale alla fase finale offre a chi ama il calcio spunti di riflessione e la possibilità di godersi le partite da un'ottica diversa. Chi ha assistito a Marocco-Brasile, Turchia-Australia e Spagna-Capo Verde sa di cosa parlo. Nel nostro campionato si è mai visto il furore, l'abnegazione, la voglia di vincere, messa in campo da squadre considerate sulla carta battute in partenza? Se sì, sono io lo smemorato. Questo significa che un gruppo motivato può rendere possibile l'impossibile o come diceva mio padre: "Se vuoi arrivare sulla luna e non hai finanziamenti usa al meglio quel poco di cui disponi e non è scritto che tu non riesca dove altri, ai quali la ricchezza non fa difetto, hanno fallito".

Per questa ragione io, in quanto tifoso del Cagliari, non baratterei mai un Deiola (giocatore che stimo sopra ogni altro) per un Leao o un Yildiz, perché nelle motivazioni che spingono quel ragazzo a scendere in campo sta la vera essenza dello sport. Dite che sono dunque uno di quelli per i quali la classe operaia ha diritto a posto in paradiso? Un comunista? Sono uno che crede doverosa una maggiore equità sociale. Si chiama gioco del calcio perché lo sport è dove la sofferenza fisica prevale: come nel ciclismo, alcune discipline dell'atletica, il pugilato, il rugby, il nuoto e via dicendo. Paghereste un bambino milioni di euro perché è un campione di Subbuteo, mostra abilità circensi, si distingue nel biliardino o nel gioco dell'oca?

Lo stesso dicasi della politica più che un lavoro dovere civico, passione: un deputato vale oltre il prestigio che il suo ruolo comporta i 15.000 e passa di euro che gravavano sulle nostre tasche? I più diranno no, cacciamoli, ma non è questo il punto. Qui non si tratta di scadere in un becero populismo da bar sport. Il punto è la proporzionalità: chi fa politica, chi pratica calcio, come chi svolge qualunque altra attività anche ludica è giusto che venga retribuito ma questo non può prescindere dai risultati del suo operato, il compito e i vantaggi e gli svantaggi che egli arreca alla comunità. Come altrettanto il rispetto che una comparazione tra impieghi invoca. Sono più utili alla società un deputato, un attore, un cantante, un calciatore, uno scrittore o un medico, un insegnante, un netturbino, un infermiere e un oss? Lo sono tutti in verità ma io credo i secondi lo siano ancora più dei primi e non il contrario.

Facciamo un'ipotesi: lo stipendio medio di un italiano è di 1.500 euro al mese? Allora al politico gliene riconosceremo 3.000/4.000 che aumenteranno in base al benessere che porterà al cittadino o diminuiremo laddove non procurerà altro che danni. Ci sono dati certi: inflazione, debito pubblico, livello di occupazione, sistema sanitario, pensionistico, istruzione etc… che possono farsi arbitro super partes. Atteniamoci a questi. Vedreste, allora, che fuggi fuggi generale dalle non più comode scranne di Montecitorio.

Ps: Lo so il caldo gioca brutti scherzi, sono partito dal calcio per finire alla politica, forse senza un filo logico, ma capita mai a voi di uscire di casa diretti in un posto e poi ritrovarvi straniti in un altro senza capire come e perché? Consigli di lettura: Il tallone di ferro di Jack London.

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