Sulla questione israelo-palestininese
In merito alla questione israelo-palestinese (scritto e pubblicato nel 2013)
Non mi piacciono i broccoli.
Talvolta mia moglie cerca di mettermeli nel piatto celandoli in graziosi tortini salati che, alla vista, lasciano presumere ben altro. Io li ingerisco per rispetto alla creatività e lavoro che le è costato cucinarli belli, ma non c'è verso: i broccoli non attirano le mie simpatie. In ogni caso ritengo giusto che, al pari di tutte le altre verdure sia necessario esistano perché qualcuno li trova deliziosi. E ormai ci sono.
Altrettanto, mi accade con lo stato di Israele che trovo inutile, nocivo, indegno. Non parlo di coloro di fede ebraica per i quali nutro un rispetto non meno di quello che riservo a quanti si professano credenti anche delle teorie più bizzarre. Ma Israele proprio lo avverto male. Dentro.
Ciononostante, ritengo giusto che gli Israeliani abbiano una patria che avrei preferito altrove sottraendo territori a quanti persa la guerra sono stati riconosciuti responsabili di un genocidio (Germania). Tuttavia, non potendo riavvolgere il filo della storia e assegnare loro la Baviera mi ritengo fortunato nel non avere gente così invasata, biliosa, intollerante, accampata dietro l'angolo di casa. Poiché, se ci può stare che in origine quella terra contesa fosse loro, niente riporta che non appartenesse pure al popolo palestinese e rivendicarne diritto di proprietà portando a testimonianza un testo fantasy redatto da chissà chi, lo trovo grottesco.
Cosa accadrebbe se chiedessimo-cosa che poggia su più fondate basi storiche di ripristinare i confini di massima espansione dell'Impero Romano?
Comunque Israele oggi c'è perché qualcuno ha caparbiamente voluto ci fosse e come per i broccoli siamo tenuti ad accettarne la presenza. Che comunque qualcuno gradisce. Ma dei palestinesi ora che farne? Un falò cui a suo tempo i nazisti avevano riservato agli ebrei? Non è bastata la lezione? A che pro' mantenere viva la memoria storica, se coloro che hanno subito torti invece di perdonare si rivelano i più crudeli carnefici d'innocenti che mai si siano visti?
Bisogna quindi fermare l'espansionismo sionista per tutelare Israele stessa e la sua esistenza.
Spegnere i fornelli. Aggiungere un pizzico di sale e riconoscere sacri i diritti dei palestinesi e inviolabile il loro territorio. Quindi difenderlo con forza dall'arroganza giudaica e allo stesso modo dagli estremismi interni ed esterni. Poi, riaccendere il gas e proseguire a fuoco lento con la cottura.
Così, forse, sarà finalmente possibile riconoscere una qualche dignità ai broccoli, qualunque sia la loro provenienza e apprezzarne le peculiarità alimentari. Che non sono poche.
Presentando in tavola un piatto che abbia a cuore le esigenze e le culture di due popoli destinati loro malgrado a convivere. Riconoscendo nella diversità gli uni dagli altri, un viatico per una migliore digestione.
